Dialoghi nel Parco

                                                                                                                         di Caterina Poli

Il Parco Internazionale di Scultura Contemporanea-SIC a Bassano in Teverina sabato 31 agosto ha ospitato, presso l’area del Querceto, l’evento “Dialoghi nel Parco”, ideato e curato da Teresa Spagnuolo. Detto evento è stato uno degli appuntamenti della manifestazione musicale Residenza Artistica 2024, organizzata dall’Associazione “Laboratorio Artistico Multimedia” di Teresa Spagnuolo, Tullio Forlenza e Carola Ricciotti.

L’evento ha previsto la realizzazione di un concerto-performance itinerante tra le sculture del Parco;  un  percorso dove la musica di giovani artisti e musicisti affermati del territorio bassanese è entrata in dialogo con le sculture, dando a loro la voce e creando una sinergia artistica avvolgente e irripetibile.

Il percorso è iniziato da Paginette di Lucilla Catania, scultura in peperino di Vitorchiano che echeggia, con  forma ondulata e leggiadra, due fogli di pagina appena sollevati dal vento. L’opera è una rielaborazione dei canoni classici e monumentali dove la plasticità, riportata a misura di uomo, rinnova i volumi e le morbide superfici. La scultura  si è raccontata  nella melodia di  Pagina d’album (M. Mangani) eseguita  al clarinetto da Ludovico Pasqualini.

L’opera successiva, Anomie spaziali n°5 di Cloti Ricciardi, realizzata in corten e vetro, esprime il concetto di oggetto e soggetto, una forma ancora senza nome ma non per questo non esistente. Qui ad attendere il pubblico c’era il duetto  performativo di Francesca della Bona e Giorgia Clementi: la prima  con un reading  di Olimpia, estratto da Storie in 100 parole, la seconda con un assolo di clarinetto di  Melodia (F. Lacerda).

La fisarmonica di Salvatore Zambataro sulle note di Oh Gorizia  ha dialogato con la scultura specchiante  Cielo di Giulio de Mitri, opera che ricerca la dimensione fisica e spirituale dell’essere, dove le farfalle, nel primordiale significato greco di  psyché, impersonificano l’anima quale connessione tra materiale e immateriale.

Con un passaggio continuo, la musica  ha attirato lo spettatore verso le mura in peperino di  Palagio il cui tetto di cristallo di Vittorio Messina, opera che indaga gli spazi intimi e fisici del vivere  con un richiamo all’incipit di Ulysses di James Joyce. Alla fisarmonica si è aggiunto  il clarinetto di Matteo Marcelliani sulla melodia di tango, commovente e nostalgica, di Oblivion (A. Piazzolla).

Il percorso è  proseguito verso  Speculare di Veronica Montanino, dove  il clarinetto di Marica Baldoncini con  Hommage a Bach (B. Kovacs) ha dato voce ad un’opera che imita i registri cromatici della natura e si fonde con gli elementi naturali preesistenti.

Il dialogo tra l’arte visiva e quella musicale è continuato tra la scultura di matrice teosofica Nuvole di Bruno Ceccobelli e la musica di Hommage a De Falla (B. Kovacs) con il clarinetto di Micaela Mancinelli, per passare ad Antropiche di Pino Genovese, rifugi primordiali dell’essere di fusione  tra uomo e natura e un assolo di clarinetto di Emma Formentini sulle note di Valzer n°2  (D. Shostakovich).

Il sax di Vincenzo Russo con il celebre Round Midnight (T. Monk) ha parlato  all’opera  Elogio della Lentezza di Renzogallo, omaggio alla contemplazione dell’agreste bellezza, mentre una dedica all’arte e alla natura fragile e umana si è espressa  nella performance teatrale di Laura Leo, dirigente dell’Artist Accademy di Viterbo, che distesa accanto alle labbra socchiuse e scolpite di  Respiro di Fiorella Rizzo, ha interpretato  Sempre di Gabriella Ferri, idealizzando la fragilità dell’essere in confronto al ripetersi dell’eternità.

Altro “dialogo” si è instaurato tra  la scultura in travertino dalla poetica orientale  Zero di Maki Nakamura, che indaga nelle forme naturali  il raggiungimento della perfezione,  e la musica di   Isabella’s lullaby  (T. Obata) eseguita  dal flauto traverso di Sonja Stierli; così come le steli in Sentiero di Claudio Palmieri, che rappresentano l’ equilibrio tra uomo e  natura, e  la melodia di  Tango Étude n°4 (A. Piazzolla ) al clarinetto di Francesca Petitto.

Il percorso si è concluso all’opera Guerra è sempre  di Paolo  Grassino, scultura  monumentale e  funebre di riflessione sul dramma della guerra, con l’esibizione musicale del pezzo  Fantasia op.87 (M. Arnold) eseguita in clarinetto da Davide Formentini e  Lascia che io pianga (G.F. Hendel)  con la voce soprano di Carola Ricciotti. La performance è stata intervallata dalla lettura  declamata da alcuni cittadini di Bassano in Teverina delle tavole che compongono la superficie della scultura e riportano  mese, giorno, luogo e numero di vittime  delle guerre in tutto il mondo nel 2018. Mattone su mattone, come metafora dell’indifferenza e calendario dell’oblio.

La  manifestazione si è conclusa con l’ensemble di clarinetti delle musiche da film di  8  1/2 e Romeo e Giulietta (N.Rota), un elogio ad un’altra forma di arte come quella del Cinema.

“Dialoghi nel Parco” è un iniziativa  artistica  ed esperienziale che, in modo del tutto innovativo, ha rimodulato la comunicazione e la trasmissione dell’arte contemporanea. Arte  e Musica si sono confrontate, completate, l’una a plasmare l’anima dell’altra. Una completezza che il pubblico ha percepito come fattore oggettivo ma anche specchio di sè, della fragilità dell’esistenza, nei limiti e oltre qualsiasi costrizione. Un intreccio di arti che ha invitato lo spettatore a riflettere e, allo stesso tempo, a  godere del sublime e di ciò che è naturalmente perfetto.