Nel corso del 2024 si sono conclusi i lavori del nuovo spazio espositivo, Il Rudere, nel Querceto, che accoglierà opere di artisti che non possono esporre i loro lavori all’esterno. Un’opportunità per ampliare l’offerta artistica del Parco, nell’intento da sempre perseguito di raccontare la scultura contemporanea in tutte le sue declinazioni. Il Rudere sarà adibito a mostre temporanee che si svolgeranno durante l’anno, da maggio a ottobre. Due grandi opere in gesso di Giacinto Cerone, Vocazione e Costa d’Avorio, rispettivamente del 1999 e del 1993, hanno inaugurato lo spazio nel giugno del 2024.
«Il nuovo spazio espositivo al chiuso de Il Rudere, appena restaurato, è stato concepito come “essenziale” con i muri bianchi e il soffitto a travi di legno, per ospitare delle mostre di una, due, massimo tre opere. Lo scopo è quello di stimolare la sensibilità del visitatore consentendogli di concentrarsi su pochi lavori, di scoprirne i dettagli. Il Rudere non poteva essere inaugurato con un’esposizione migliore di quella che abbiamo dedicato a Giacinto Cerone, a vent’anni dalla sua prematura scomparsa. Le due opere in mostra, due suoi “gessi”, sono significativi per comprendere l’essenza del lavoro del grande scultore, la sua fisicità e gestualità rapida e incisiva, tra tagli, torsioni, lacerazioni, elementi caratteristici di quella sintesi formale che ha conseguito nella materia come pochi altri», dichiara Cesare Biasini Selvaggi, membro del Comitato scientifico di Sculture in campo.