Claudio Palmieri, nato a Roma nel 1955, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, città in cui vive e lavora. Sperimentatore a tutto tondo, utilizza contestualmente e con pari maestria pittura, scultura, fotografia e performance sonora. La sua ricerca si rivolge all’esplorazione di un senso del naturale, non come semplice rappresentazione visiva degli aspetti del mondo sensibile, ma come ragionamento poetico sull’incontro tra i processi di creazione dell’immagine e l’utilizzo di materie diversificate (ceramica, acciaio, bronzo, plastica, stoffa, pigmenti, più o meno convenzionali).
Tra gli artisti di spicco dell’attuale “generazione di mezzo”, Palmieri ha iniziato a esporre nel 1985 presso la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini, legando parte della sua carriera alla storica galleria romana e ai suoi artisti, la cosiddetta Nuova Scuola Romana o scuola di via del Paradiso. A livello internazionale, nel 1986 egli inaugura la personale presso l’Annina Nosei Gallery a New York e partecipa ad Aperto ’86, all’interno della XLII Biennale di Venezia. Testimonianza della poliedricità dell’artista è la performance “Hardware per sax e quindici sculture di metallo” da lui stesso suonate, concepita e realizzata nel 1995 con il jazzista Maurizio Giammarco e più volte replicata negli anni.
Del 1992 è la personale presso la Galleria Civica di Modena, Palazzina dei Giardini, mentre tra le più recenti si annovera quella del 2015 presso il Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese, a Roma. Nel 2021 Palmieri riceve il premio alla carriera Bugatti Segantini, inaugurando nello stesso giorno la mostra personale a cura di Flaminio Gualdoni presso gli spazi di Villa Brivio, nella città di Nova Milanese.
Giulia Del Papa

