Pino Genovese è nato a Roma nel 1953. Figlio d’arte: suo padre, lo scultore Rocco Genovese, lo segue nei primi insegnamenti del disegno. Lo coinvolge anche negli scatti di alcune sue opere.
Amante del fumetto, realizza disegni di tipo metafisico e surreale che lo ispireranno anche nella composizione delle sue sculture.
Si diploma come designer all’ISIA di Roma, nel primo corso diretto dallo scultore Aldo Calò.
Inizia a lavorare nello studio di graphic design di Alfredo De Santis, dove apprende le prime nozioni di arte grafica e manifesti pubblicitari. Lavora anche in uno studio per audiovisivi.
Entra nella compagnia teatrale La Zattera di Babele di Carlo Quartucci e Carla Tatò, lavorando alla realizzazione di cataloghi e allestimenti. Presso la stessa compagnia collabora alle scenografie realizzate da artisti contemporanei come Paolini, Fabro, Nitsch, Cucchi e per la Pentesilea (Teatro Olimpico, Roma). Cura gli allestimenti delle retrospettive del padre, prematuramente scomparso nel 1981. Da allora comincia a lavorare più approfonditamente per se stesso nello studio di Lavinio, non lontano da Roma. Dopo un periodo dedicato alla scultura, senza mai tralasciare il disegno, comincia a lavorare nel campo delle installazioni, fotografando tutti i suoi lavori con una rolleycord 6 x 6, eredità paterna.
Il suo attaccamento alla natura lo porta a realizzare opere con materiale trovato sulla riva del mare, come tronchi levigati, alghe, e nel sottobosco delle pinete, rami, cortecce, etc.
Grazie ai viaggi in Africa, (Mauritania, Mali, Niger, Marocco, Tunisia), si rafforza l’interesse per la natura arcaica e antropologica.

Valentina Gramiccia