Bruno Ceccobelli nasce a Montecastello di Vibio (Perugia) nel 1952. Attualmente vive e lavora a Todi. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, studiando autori come Malevich, Kandinskij, Klee, De Chirico, Brancusi, Beuys, Miró, Dalí, Tàpies, Magritte. È Toti Scialoja, suo maestro di scenografia, a insegnargli non solo la teoria ma la “pratica” dell’astrattismo. Nel tempo, apprende e pratica le filosofie orientali, Zen e Taoismo. Sono molti gli ispiratori del suo percorso: Emma Cusani, curatrice dei “Quaderni Teosofici”; Francesco Albanese, moderno alchimista e teorico della trasformazione dell’io; Donato Margotta, cultore di antroposofia.
Come artista esordisce nel 1971 nella mostra collettiva presso l’Europaïsches Forum di Alpbach in Austria, invitato da Palma Bucarelli. Sono anche gli anni degli spazi artistici indipendenti e autogestiti: eccolo, infatti, a esporre nel 1973 presso La Stanza. Dalla seconda metà degli anni Settanta fa parte degli artisti (la futura “Nuova Scuola Romana”), che s’insediano nell’ex-Pastificio Cerere, nel quartiere romano di San Lorenzo: gli studi saranno aperti al pubblico grazie ad Achille Bonito Oliva, in un’ottica esordiente di pratica relazionale: sono gli anni della ricerca concettuale, che lo traghetterà verso la Biennale di Venezia del 1986, dove poi tornerà nel 2011.
Moltissime e importanti esposizioni lo vedranno impegnato all’estero. Nel 1996 partecipa alla Quadriennale di Roma; nel 1999 Arturo Schwarz cura Trascorsi d’asfalto, personale presso la galleria livornese Guastalla Arte Moderna e Contemporanea. Nello stesso anno espone a Bilbao da Luis Borgus; per il Giubileo 2000 realizza i portali in ferro corten e bronzo del Duomo di Terni. Di lui si occupano F. Sargentini, G. Dorfles, M. Corgnati, D. Lancioni, G. Bonomi e tantissimi altri.
Anna Maria Panzera
