Sotto le chiome degli ulivi, Andrea Fogli ha collocato i suoi Lettori. L’installazione si compone di tre dischi in marmo, peperino e alabastro che, sorretti da aste, simulano dei leggii sui quali il passaggio della luce tra le fronde degli alberi registra il trascorrere dei giorni e delle stagioni. Circolari come le sfere e i pianeti, di giorno in giorno sulla loro superficie si imprime il mutare delle ombre proiettate dal sole attraverso le foglie. Lettori rappresenta, dunque, una tipologia di scultura interattiva con la natura e le persone con cui entrerà in contatto, poiché legge e su di essa si può leggere.
Schermo o lente di un’immagine transitoria, quest’opera diviene un testimone sempre presente del teatro mutevole delle ombre, che grazie a loro saranno nitidamente visibili e, memore della cultura giapponese, instaura un rapporto di collaborazione e dialogo con la natura. Con il trascorrere del tempo, inoltre, la collocazione nello spazio aperto, in stretta correlazione fisica con gli alberi e gli elementi naturali presenti nel Parco, consentono a queste sculture di divenire registro di tutte quelle macchie, impronte, o minime tracce che la natura andrà a imprimere sulla loro superficie.
È una dimensione tutta contemplativa questa dell’installazione di Andrea Fogli, che immagina il visitatore seduto di fronte al proprio leggio, o in una coralità in cui possibili uditori siano seduti sul prato, come nelle letture delle favole della “buonanotte” o delle storie raccontate intorno ad un fuoco.

Giulia del Papa