Giacinto Cerone (Melfi, 1957)
Costa D’Avorio e Vocazione
1993 – 1999
Il Rudere
inIl Querceto, Opere
Dalla collaborazione con l’Archivio Giacinto Cerone, all’interno de Il Rudere, lo spazio espositivo al coperto situato nell’area de Il Querceto, è nata la mostra omaggio all’artista di Melfi con l’esposizione di due sue opere in gesso “Vocazione” del 1999 e “Costa D’Avorio” del 1993. Un omaggio a Giacinto Cerone, un artista, scultore, tra i protagonisti dell’arte negli anni ’90.
Cerone, nato a Melfi nel 1957 e trasferitosi stabilmente a Roma nel 1984, è stato fine indagatore del rapporto con la materia, impetuoso nel suo modo di lavorare, come spesso gli studiosi a lui vicini hanno sottolineato, ma sempre raffinato nelle soluzioni formali. Curioso e sperimentatore, buona parte della sua produzione plastica è rappresentata dalle ceramiche e dai gessi, ma nella sua ricerca ha esplorato spesso le potenzialità espressive di altre materie, come il marmo e il legno, fino ai più audaci materiali industriali quali moplen, silicone e polietilene. Sono proprio le ceramiche e i gessi, come ben evidenziano le opere presenti nell’omaggio di SIC all’artista, che trasmettono in modo più diretto ed evidente quel rapporto profondo tra le suggestioni concettuali e la fisicità del gesto, che caratterizza la sua ricerca e lo rendono un artista difficilmente collocabile all’interno di correnti e movimenti definiti. Come sottolinea Cesare Biasini Selvaggi “Le due opere in mostra, due suoi “gessi”, sono significativi per comprendere l’essenza del lavoro del grande scultore, la sua fisicità e gestualità rapida e incisiva, tra tagli, torsioni, lacerazioni, elementi caratteristici di quella sintesi formale che ha conseguito nella materia come pochi altri”.
Giulia del Papa

