Fucinafuoco è l’opera alta più di 4 mt. in acciaio cort-ten, realizzata da Mirta Carroli nel 2024 per inaugurare l’area de Il Bosco. Negli intenti dell’artista, Fucinafuoco è un omaggio al metodo della fusione come tecnica di realizzazione plastica e come mondo di persone e competenze che realizzano opere colossali. È il potere di una trasformazione fisica, che da secoli si attua nella sapienza e anche nella fatica di chi ne conosce i segreti.
Nelle parole dell’artista, è lo spazio ad ossessionare ogni volta la sua ricerca come anche in questo caso, dove i filari di ulivi paiono creare una pianta basilicale aperta verso il paesaggio circostante.
Giorgio Bonomi, nel sottolineare l’influenza di una visione teatrale nel rapporto tra l’opera e lo spazio, scrisse sulla scultura di Carroli: “La figura della scultura è determinata non dalla pienezza della massa, ma dalla delimitazione dei suoi contorni, dei suoi angoli, sicché l’esterno del campo definito è sempre in vista e rende l’opera non definitiva, bensì mutevole perché muta il contesto, con la luce, con il tempo”. Incastonata tra gli alberi e lo scenario cittadino di sfondo, Fucinafuoco rappresenta una soglia da attraversare, su ispirazione fra le altre della raccolta di poesie “Nell’inganno della soglia” dell’autore francese caro all’artista Yves Bonnefoy. E proprio questo stretto passaggio consente di sentire la scultura su di sé, in un abbraccio che dà corpo a quei vuoti che determinano le forme. Perché sebbene quest’opera sia definita da sintesi e solidità, è la leggerezza il fine ultimo della sua scultura, quella leggerezza che si determina nelle grandi aperture o in quei più esigui vuoti che aprono i volumi e ne determinano i movimenti

Giulia del Papa