Proteggimi è un grido di dolore che la Natura ci sta lanciando e che non possiamo più ignorare. Maestosi, due tronchi di ciliegio, recuperati nei pressi di Sculture in Campo, sono stati adagiati a terra da Licia Galizia, dopo essere stati avvolti in fasce di rame vivo, ossidate con fertilizzante. Nella loro grandezza, mostrano allo stesso tempo la forza di quello che è stato, la fragilità del presente e di quello che sarà. Le fasce di rame avvolgono questi corpi come bende, quasi a riprodurre una corazza protettiva di un elemento non più vivo.
Allo stesso tempo, è il rame a dare nuova vita a questi legni, nel rinnovato color verde-celeste conseguente all’ossidazione. Nell’avvolgersi e flettersi, le fasce si posano a terra offrendo invasi per piante e acqua, che lì si raccoglierà nei giorni di pioggia, necessitando, invece, della giusta cura nei periodi di siccità.
La cura è l’elemento cardine di quest’opera: la cura del passato nel recupero di materiali senza vita, quella transitoria della fase di bendaggio e posizionamento, in ultima del futuro per la vita che lì abiterà.
Questa scultura, racconta della bellezza che genera l’amore e la protezione verso la natura: quel fascino di tronchi imponenti, destinati alla fine, si unisce alla morbidezza ed eleganza dell’intervento dell’artista, guardando a un futuro di nuova vita all’interno di un nuovo paesaggio.
È la Natura, madre e maestra, a insegnarci l’importante responsabilità che abbiamo nei suoi confronti, quella della necessità di prenderci cura di qualcosa che sembra trapassato, ma che continua in realtà a vivere nelle mutazioni del tempo.

Giulia Del Papa