“Palagio il cui tetto di cristallo” è l’opera che Vittorio Messina ha realizzato nel 2019 per Sculture in Campo, all’interno dell’area Il Querceto nel Parco di Scultura Contemporanea di Bassano in Teverina.
Il titolo si ispira a un passo dell’“Ulisse” di Joyce. Questa scultura/architettura si presenta come una costruzione formata da due pareti parallele in mattoni di peperino che inscenano un passaggio, un attraversamento percorribile nello spazio aperto del Parco. L’opera, dall’aspetto essenziale e quasi impenetrabile, nasconde quell’indeterminatezza di forma e di senso che è il filo conduttore della ricerca artistica di Messina. La tecnica e i materiali scelti richiamano l’idea di un aggregato urbano precario, che mostra con evidenza parti di non finito e che si erge alla vista come una cesura nell’ampiezza dell’aperta campagna.
Chi vi entrerà, dunque, procederà nel percorso pensando di sbucare in una stanza, si troverà invece nell’ampio paesaggio naturale, comprendendo che entrata e uscita sono accessi intercambiabili. Nello spazio ristretto in cui lo spettatore è isolato rispetto a un esterno vasto e sconfinato, potrebbe accadere l’incontro con chi abbia fatto accesso dal lato opposto. D’improvviso, si accorceranno le distanze con l’altro, ponendo entrambi i visitatori nella situazione di valutare una relazione fisica inaspettata, mentre sulle loro teste il cristallo immateriale della volta celeste continuerà a illuminare il percorso.
Ambivalenza e precarietà, che il visitatore sarà portato a vivere con il corpo e con la mente, inseriscono quest’opera nel lungo percorso di ricerca di Vittorio Messina, da oltre trent’anni impegnato in un tenace lavoro di progettazione ed esecuzione di “luoghi” fisici e mentali.

Giulia Del Papa