Maki Nakamura (Yamaguchi [Jpn], 1961)
Zer0
2022
Il Querceto
inIl Querceto, Opere
Zer0 è il titolo dell’opera della scultrice Maki Nakamura, giapponese d’origine ma formatasi in Italia, presso la cattedra di Pericle Fazzini, all’Accademia di Belle Arti di Roma dove si diploma nel 1964. Nel 1968, poi, si trasferisce a Parigi per frequentare l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, alternando diversi soggiorni a Carrara, presso lo Studio Nicoli dove approfondisce la lavorazione del marmo. L’opera collocata nel Parco rappresenta il tentativo di un’operazione apparentemente impossibile, ovvero quella di dare forma al vuoto, come poeticamente sottolinea nel 1997 Luciano Caramel, curatore della sua personale ad Osaka, presso il Sakura Art Museum: «Le stele di Maki Nakamura hanno o implicano una visione metamorfotica della realtà, come luogo dei mutamenti, in cui il visibile è manifestazione di un profondo non rivelabile se non per simboli, allegorie, maschere che l’artista talora media alla litografia arcaica mediterranea». Per via di togliere, a partire da un blocco in Travertino, Nakamura apre un varco verso l’assenza “orientale”, verso uno Zero che, diversamente dall’horror vacui occidentale, volge ad un infinito di possibilità e significato. Nakamura si conferma come un’acuta osservatrice del fenomeno naturale e dei suoi mutamenti che è in grado di tradurre “plasticamente” attraverso il suo lavoro. L’artista orientale è capace di penetrare la pietra, vincendone la resistenza e trovando sempre un varco attraverso il quale tutto scorre.
Valentina Gramiccia

