Renzogallo (Roma, 1943)
Elogio della lentezza
2021
Il Querceto
inIl Querceto, Opere
«Procedo con sguardo attento che si fa strada tra vento e foglie, tra nuvola e respiro, poggiando il piede morbido, senza offesa per la terra, cauto, vigile. Guardo e raccolgo luci, ombre, nuovo spazio, poi… altro passo. Ora più luce e anche qualche suono si unisce e si lega allo sguardo. E di nuovo un altro passo, poi un altro ancora, con una finestra più ampia… e ancora… Inizia il concerto. Ancora… Lentamente… tutto si somma e, finalmente, io sono il mio sguardo».
Queste parole di Renzogallo, a giugno 2021, hanno accompagnato la realizzazione e la messa in opera di questa scultura multi-materica e multidimensionale, tra le più suggestive del nostro parco artistico. La posizione è eccellente: uno sperone di roccia nascosto, aggettante sulla vallata che scivola sotto Il Querceto. Per accedervi, bisogna scendere alcuni gradini scavati nella pietra (s’intuisce una lavorazione arcaica ed è forte la tentazione di pensare alla preesistenza etrusca, così frequente nella zona), cui è stata affiancata una più sicura scaletta in metallo, anche a suggerimento dell’angolo visuale da cui inquadrare l’installazione. Sulla piattaforma naturale, una pedana in peperino forma un triangolo isoscele rettangolo, da cui s’innalzano ventuno portali di altezze e inclinazioni diverse (il più alto misura 400 cm ca.), realizzati in tubolare di acciaio zincato e verniciato in forno con polveri fini. Da ciascuno portale, a terra partono segni dipinti di ombre ribelli che obbediscono più al vento che alla luce. È così che l’autore ci invita a spingerci idealmente nel paesaggio agreste, per catturarne forme, suoni, colori. Le “finestre” ritagliate dalle linee rosse si succedono, indicando una “metodologia visiva”, che è un invito alla calma, affinché a poco a poco si amplifichino le sensazioni e l’esperienza panica.
Anna Maria Panzera

