Francesca Tulli è nata a Roma nel 1956, dove vive e lavora.
La sua attività, tuttavia, la conduce a esporre regolarmente in altre città italiane e all’estero, in mostre personali e collettive: Ginevra, Helsinki, Boston, Pechino, Buenos Aires, Colonia, l’Indonesia e, poi, Trieste, Messina, Genova, Milano, sono solo alcune delle tappe di una carriera lunga e composita.
Le sculture di Tulli non nascondono il loro tributo alla più grande produzione plastica di fine Ottocento-inizi Novecento, ossia a quella di Auguste Rodin, che a buon titolo può essere definito il grande innovatore della statuaria moderna. Tuttavia, le sue opere non rinunciano neppure ai materiali che meglio esprimono la contemporaneità, dagli smalti ai led che “tatuano” le sue teste più recenti con inserti e perforazioni: un accesso al mondo interiore e privato dell’artista, un mondo poetico e straniante, fatto di prospettive ribaltate.
È quanto emerge con chiarezza nei suoi dipinti (in particolare nella serie “Inside/Outside” e “Distorsion”), che costituiscono una collezione ricchissima di punti di vista inusuali, di “tagli cinematografici” a colori e in bianco e nero, che ricordano la surrealtà di Dalì, del Buñuel anni Trenta, ma anche del miglior Hitchcock.
Suoi lavori si trovano nelle collezioni della BNL PARIBAS, della Banca d’Italia, del Circolo del Ministero degli Esteri e della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma. Nel 1996 ha partecipato alla Quadriennale di Roma; nel 2011 invece le sue opere sono state ospitate nel Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia.
Anna Maria Panzera
