Immacolata Datti nasce a Roma nel 1935. Trascorre la prima giovinezza tra Roma e Spoleto. Il suo lavoro si indirizza fin dall’inizio verso la sperimentazione di materiali naturali: argilla, legno, fibre vegetali. A partire dal 1971 assume la terracotta come medium privilegiato della sua ricerca plastica. Sculture in terracotta sono quindi protagoniste delle sue prime personali (Spoleto, Festival dei due Mondi, 1975; Roma, Palazzo Braschi e Museo del Folklore, 1976; Ancona, 1980). Parallelamente i suoi interessi e il suo impegno nel mondo delle donne si traducono nel libro “La Casalinga di Cristo” e nella collaborazione con “Donna, cultura e tradizione”. Negli anni Ottanta comincia una ricerca sulla simbologia del suono e nel suo rapporto con la forma e la materia che la conduce a riscoprire antiche culture e a viaggiare in Europa, America Latina e Paesi Islamici. Frutto di questo lavoro sono numerose mostre personali, fra le quali quella a Roma, Galleria dell’Arco, e a Padova, Oratorio delle Maddalene e collettive in Italia, Francia e Grecia.
L’attività espositiva si fa intensa a partire dagli anni Novanta-Duemila. Partecipa a diverse edizioni dell’Arte Fiera di Bologna, all’Art Là di Los Angeles, a molte collettive e allestisce numerose personali, tra le quali si ricordano quelle alla Galleria Arti Visive di Sylvia Franchi, alla Galleria Cavalieri di Bologna, alla Galleria SpaziOltre di Roma. Partecipa inoltre nel 1997 alla rassegna “Arte a Roma” e nel 2006 tredici sue sculture sonore vengono esposte nel Parco della Casa del Jazz di Roma.
Al 2010 a Roma risale la mostra personale alla Galleria Cortese Lisanti “Il giardino in-cantato”. Poi la partecipazione al Premio Michetti di Francavilla al mare. Nel 2012, nel Palazzo Vecchiarelli di Rieti, viene allestita una mostra permanente “All’inizio fu un suono. Opere di Immacolata Datti 1980-2007”. Nel 2013, infine, il legno diventa il materiale protagonista nelle opere della Datti che, alla Galleria Arte Fuori Centro di Roma, presenta una serie di sculture ispirate alle Metamorfosi di Ovidio, oggi installate nel Giardino sonoro di Ghizzano (Pisa).
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