Paolo Grassino, nato nel 1967 a Torino, ha studiato presso l’Accademia Albertina e vive e lavora nella sua città natale.
Le sue opere, dal forte impatto visivo ed emotivo, propongono una riflessione sulla società attuale e su quello stato di precarietà e mutazione in cui essa si trova. L’artista utilizza tecniche e materiali diversificati per realizzare imponenti strutture, in cui è centrale il recupero della manualità.
Inizia a esporre da giovanissimo e, con la prima personale alla GAM di Torino del 2000, si afferma presso gallerie e istituzioni nazionali e internazionali.
Nel 2005 esegue la grande installazione “Armilla” sulla facciata della Fondazione Palazzo Bricherasio a Torino e, nel 2008, Lóránd Hegyi lo invita per una mostra personale in Francia, al Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne Métropole.
Nel 2011 è presente al MACRO di Roma con “Madre”: imponente e tentacolare groviglio di ramificazioni e radici ricoperte da cera rossa. Al 2013, invece, risale la sua personale negli spazi di Milano del Centro d’arte contemporanea Luigi Pecci, in occasione della quale viene presentato il catalogo edito da Skira dei suoi più significativi lavori dal 1992 al 2012. Insieme a Gisella Chaudry, nel 2018 fonda NewGAP, gruppo di lavoro che si occupa della promozione e divulgazione delle giovani ricerche artistiche contemporanee siciliane.
Nel 2019 si svolge la sua antologica presso Palazzo Saluzzo Paesana a Torino, in cui una selezione di sue opere ripercorrono trent’anni di produzione artistica, lungo un percorso mai banale di indagine sulle contraddizioni dei nostri tempi e sulla triangolazione controversa tra uomo, storia e natura.
Giulia Del Papa
